Circolare Ministero della Sanità , n.7, prot.n.500.1, del 24 gennaio 1971 ā€“ Direzione Generale Servizi di Medicina Sociale - Div. I

Oggetto: nuove norme e provvidenze a favore dei mutilati ed invalidi civili (legge 30.3.1971, n. 118).

La legge 30 marzo 1971 n. 118, in sede di applicazione, ha dato luogo a questioni interpretative che richiedono, per taluni aspetti, uniformi orientamenti. Si riportano di seguito, a chiarimento ed a norma, le osservazioni e determinazioni di questo Ministero in ordine alle disposizioni piùĢ€ salienti della legge in ggetto

1) Nozione di Invalido Civile
Con l'art.2, la nozione di invaliditaĢ€ civile viene resa piùĢ€ completa e complessa. Va innanzitutto rilevato al riguardo che, giusto anche l'ordine del giorno interpretativo approvato dalla Camera dei Deputati nella seduta del 16 marzo 1971, a fronte di una riduzione permanente della capacitaĢ€ lavorativa richiesta per gli adulti, per i minori degli anni diciotto si fa riferimento a difficoltaĢ€ persistenti rapportate a parametri di normale integritaĢ€ e Sanità biologica, e valutate in termini evolutivi per interventi di riabilitazione adeguati e differenziati.
Va pure sottolineato che sono stati compresi gli affetti da minorazioni psichiche per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico e per insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali. Per gli affetti da malattie psichiche cosiddette pure, primarie o essenziali (ad es. schizofrenia, psicosi maniaco-depressiva etc.), si continueraĢ€ provvedere, in attesa della riforma sanitaria, sulla base delle vigenti norme.
Restano altresiĢ€ esclusi dalla qualifica di invalido civile, come espressamente previsto dall'ultimo comma dell'art.2, gli invalidi per causa di guerra, di lavoro o di servizio, noncheĢ i ciechi e i sordomuti per i quali provvedono altre leggi.

2) Assistenza generica, farmaceutica, etc.
In base all'art.3, viene erogata l'assistenza sanitaria, specifica e protesica, senza limiti dovuti all'etaĢ€ o allo stato di bisogno (art.1 comma 3 e 4). A tale proposito la circ. n.114, del 25 giugno 1971, relativa al concetto di stato di bisogno, è abrogata.
Per quanto riguarda i Centri e gli Istituti convenzionati (art.4), questo Ministero bimestralmente invieraĢ€ alle UU.SS.LL. un elenco aggiuntivo con l'indicazione dei nuovi Centri nel frattempo autorizzati, ai fini di una sempre piùĢ€ valida distribuzione dei servizi riabilitativi su tutto il territorio nazionale. Si aggiunge anche che, nell'attuale fase di avanzato decentramento del servizio di cui trattasi, Istituti o Centri giaĢ€ convenzionati con questo Ministero per l'assistenza ai neurolesi, potranno ā€” a seguito di meditato giudizio delle UU.SS.LL. circa le possibilitaĢ€ terapeutico-riabilitative delle singole istituzioni ā€” ricoverare anche soggetti affetti da forme neuropsichiche contemplate dalla legge n. 118. Nell'occasione, si raccomanda che, in sede di esame dei singoli casi, la naturale aspirazione degli assistiti ad ottenere la maggior vicinanza alla propria residenza sia assecondata, favorendo i trattamenti ambulatoriali, domiciliari e a degenza diurna, e curando che quelli in regime di degenza residenziale ā€” che dovranno, comunque, essere limitati al massimo ā€” si caratterizzino sempre per clima e disponibilitaĢ€ alle relazioni con il mondo esterno. Eā€™ da sottolineare, infine, che la concessione dei contributi ai Centri di riabilitazione obbediraĢ€ a criteri che, oltre ad escludere ogni finalitaĢ€ di lucro, permettano una valida distribuzione dei servizi riabilitativi su tutto il territorio nazionale.

3) Composizione e decentramento delle Commissioni sanitarie provinciali
In ordine alla composizione delle commissioni sanitarie, l'art.7 prevede che ne faccia parte anche un medico specializzato in discipline neuropsichiatriche, o, in via subordinata, un medico in servizio presso Ospedali o Cliniche psichiatriche o altre istituzioni psichiatriche pubbliche, designato dallā€™ordine dei medici della Provincia. Come condizione di validitaĢ€ delle adunanze e dei referti emessi dalle Commissioni si richiede la presenza di tutti i membri, non ritenendosi sufficiente, stante la particolare natura tecnica di dette Commissioni, la semplice maggioranza. Si sottolinea l'importanza che siano istituite piùĢ€ Commissioni nellā€™ambito della stessa provincia, anche con sede decentrata rispetto al capoluogo, come disposto espressamente dall'art.6 della legge, quando se ne ravvisi la necessitaĢ€, per il numero degli aspiranti a visita ed ai fini della piùĢ€ sollecita applicazione della legge medesima.

4) Compiti delle Commissioni sanitarie provinciali
Le Commissioni sanitarie provinciali dovranno svolgere i compiti elencati nellā€™art.8 seguendo rigidi criteri di accertamento, onde evitare l'attribuzione dell'invaliditaĢ€ civile a soggetti che non siano effettivamente handicappati. La minorazione deve essere permanente o tale da comportare la effettiva diminuzione della capacitaĢ€ lavorativa derivante da cause patologiche scientificamente valutate. La dichiarazione di irrecuperabilitaĢ€ deve essere obiettivamente comprovata, analogamente alla impossibilitaĢ€ di frequenza dei corsi di addestramento normali o di inabilitaĢ€ lavorativa. Va pertanto richiamato il dettato della legge che richiede che la dichiarazione di inabilitaĢ€ permanente o di irrecuperabilitaĢ€ sia "emessa dopo approfonditi accertamenti diagnostici da effettuarsi presso Centri o Cliniche specializzate e dopo adeguato periodo di osservazione o degenza" (art.8 ultimo comma). Eā€™ ovvio che in mancanza di Cliniche specialistiche, gli esami predetti possano essere disposti presso Ospedali dotati di idonei servizi: in detti casi, la retta da corrispondere saraĢ€ quella fissata dall'Ente Ospedaliero. Va chiarito ad ogni buon fine, che il penultimo comma dell'art.8 deve essere interpretato in connessione con lā€™art.2 che definisce i soggetti aventi diritto alle provvidenze di cui alla presente legge. Pertanto, per l'iscrizione degli interessati nell'elenco di cui all'art.19 della L. 2 aprile 1968 n. 482 (collocamento obbligatorio), hanno rilievo anche le minorazioni psichiche oltre che fisiche.

5) Commissioni regionali sanitarie
Si assicura che è in corso di ultimazione la nomina delle Commissioni sanitarie regionali.
Queste, ai sensi dell'art.9, avranno sede presso l'Ufficio del Medico Provinciale del Capoluogo della Regione e saranno presiedute dal Medico Provinciale del Capoluogo della Regione stessa. Sui giudizi delle Commissioni sanitarie Provinciali impugnati entro 30 giorni dalla ricevuta comunicazione da parte degli interessati, le Commissioni Regionali decideranno, in via definitiva, curando tempestivamente gli adempimenti di conseguenza.

6) Assegno di accompagnamento
La dichiarazione prevista dallā€™art.17 (soggetti invalidi di etaĢ€ inferiore ai 18 anni non deambulanti), ai fini della concessione dell'assegno di accompagnamento, deve essere rilasciato dalle Commissioni Sanitarie. Per i casi di soggetti giaĢ€ visitati e giudicati prima dellā€™entrata in vigore della legge n. 118 valgono gli orientamenti formulati al successivo punto 8 in tema di revisione delle pregresse posizioni quando ā€” e se ā€” non siano suscettibili di nuova e diversa valutazione. Eā€™ da precisare che la funzione della deambulazione, quale complessa attivitaĢ€ neuromotoria, va intesa in termini estensivi, e cioeĢ€ come mancanza di autosufficienza e collegata necessitaĢ€ di un accompagnatore.

7) Congedo per cure
Con l'art.26 la legge dispone la concessione, su richiesta dell'invalido e previa autorizzazione del Medico Provinciale, di un congedo straordinario per cure non superiore a 30 giorni "ai lavoratori mutilati ed invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacitaĢ€ lavorativa inferiore ai 2/3 ". Appare superfluo precisare che a tale beneficio sono ammessi anche gli invalidi con una piùĢ€ alta percentuale di invaliditaĢ€, quali piùĢ€ bisognosi, di cure. Il congedo, una volta intervenuta l'autorizzazione del Medico Provinciale, è atto dovuto e deve essere effettivamente destinato a terapia di richiamo o di recupero. La durata del congedo saraĢ€ stabilita dal Medico Provinciale, sulla base degli atti esibiti dall'invalido, e, ove necessario, sottoponendo l'invalido stesso a visita medica. La domanda del Medico Provinciale competente per territorio deve essere fatta dall'interessato ed inviata o direttamente o attraverso il datore di lavoro a mezzo raccomandata con r.r. Essa va fatta in carta libera e deve essere corredata dai seguenti documenti:
a) certificato o sua copia autenticata rilasciato dalla Commissione Sanitaria Provinciale o Regionale degli invalidi civili da cui risulti lo stato ed il grado di inabilitaĢ€;
b) certificato del medico curante nel quale deve essere specificato il tipo di cura prescritto ā€” ivi inclusa la climatoterapia ā€” la presumibile durata del periodo del congedo straordinario per cure di cui l'invalido necessita. E ovvio che il congedo dovraĢ€ essere fruito in rapporto alla natura della cura nella stagione piùĢ€ idonea per l'invalido ā€”anche in continuazione del congedo ordinario ā€” tenendo conto del giudizio del sanitario curante che ne faraĢ€ menzione nei certificati.
Si precisa infine che il beneficio in questione, non derivando dalla instaurazione del rapporto lavorativo, è esteso a tutti i lavoratori subordinati riconosciuti invalidi civili (dipendenti pubblici o privati) ivi compresi quelli assunti al lavoro indipendentemente dalla qualifica di invalido civile.

8) Disposizioni transitorie.
In sede di disposizioni transitorie, il primo comma dell'art.33 stabilisce che il Comitato Provinciale di assistenza e beneficenza provvedano d'ufficio alla revisione delle posizioni dei mutilati ed invalidi civili che fruiscono dell'assegno mensile di assistenza in relazione alle precedenti leggi e che tuttavia hanno titolo al riconoscimento della pensione di invaliditaĢ€ o dell'assegno mensile di cui alla legge n. 118. Ad avviso di questo Ministero, la norma in questione pone I' onere della revisione degli elenchi degli invalidi civili giaĢ€ fruenti di assegno, a carico dei Comitati Provinciali di assistenza e beneficenza. Pertanto il ricorso alle Commissioni Sanitarie deve aver luogo unicamente nei casi dubbi (presunto aggravamento delle condizioni fisiche o psichiche ā€” intervenuto miglioramento) e non in quelli in cui per il tipo di minorazione, per sua natura non suscettibile di ulteriore valutazione, in meglio o in peggio, o per epoca di accertamento, vi sia certezza della permanenza delle condizioni richieste dalla legge. Si assicura infine che questo Ministero sta adottando le opportune iniziative percheĢ siano avviate a sollecita applicazione le norme riguardanti i casi di addestramento professionale (art.23 comma 3), le attivitaĢ€ di lavoro protetto (art.25) e I 'organizzazione scolastica nei Centri di degenza e di recupero (art.29).

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